Lontano lontano nel tempo
qualche cosa
negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
i miei occhi che t'amavano tanto
E lontano lontano nel mondo
in un sorriso
sulle labbra di un altro
troverai quella mia timidezza
per cui tu
mi prendevi un po' in giro
E lontano lontano nel tempo
l'espressione
di un volto per caso
ti farà ricordare il mio volto
l'aria triste che tu amavi tanto
E lontano lontano nel mondo
una sera sarai con un altro
e ad un tratto
chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me
di un amore ormai troppo lontano.
*sospiro* Chissà..
Per il momento, grazie sig. Tenco, Luigi.
...magari
P.S, chiedo umilmente perdono per la presenza di Panariello a fine dell'esecuzione. Gli altri video che ho trovato erano ancora di peggiore qualità, qui almeno l'esibizione è mirabile.
..con gli occhi dell'illuso, rispondendomi a distanza di giorni. Di chi vede cose che altri non vedono, per citare un famoso film. E difatti continuo ad ostinarmi, a lottare in una battaglia che mi vede amico e nemico allo stesso. Non c'è un nemico esterno, in effetti. Sono io il mio nemico, io attorniato da tutte quelle orribili sensazioni che si provano in situazioni che non riesci a ribaltare. Oggi, ad esempio, sento un'infinità di fallimenti, uno dopo l'altro. Eppure, non avevo queste intenzioni. Eppure, ho tutt'altra voglia. Eppure, covo sentimenti di tutt'altro genere. Eppure...vaffanculo eppure. Eppure, mi ha stancato questa parola.
E' un lungo percorso, quello per imparare a nuotare. Non si agitano le sole braccia e gambe in acqua e si galleggia. Questo, forse, impedisce di annegare. Ma non è nuotare. No.
Non ci sono foto da allegare, ne metterei una bianca, neutra, affinchè ciascuno possa immaginarvi un'immagine secondo la propria fantasia.
Magari un giorno parlerò delle sirene, della sirena e del laghetto. Un giorno, ma non è oggi, quel giorno, Frase fatta e fatta e messa lì, ma tant'è, non ne ho di migliori.
Cos'è che ci impedisce di guardare ed affrontare la realtà delle cose?
E' oggettiva, è lampante, puo' essere solo oggetto di frantendimenti. Ed invece la sottraiamo ai nostri sguardi, eclissandola sotto uno spesso strato di cartilagine, fatto di speranze, di illusioni, di interpretazioni soggettive, di falsa realtà, di stati d'umore temporanei e mutevoli.
Eppure lei è lì, evidente. Dura, spesso, da affrontare. Snervante, demoralizzante, mortificante a volte, cruda e crudele, ma reale e tangibile. E' lì e rientra perfettamente nel nostro campo visivo, lampeggia di fronte a noi, alternando luci piu' forti ad altre piu' soffuse.
E' inutile nascondersi, cospargersi gli occhi di cio' che vorremmo fosse. Non lo è, non lo è stata e probabilmente non lo sarà mai, se non nei fantastici sogni del fanciullo che mai ci ha abbandonati e vive, mostrandosi anch'egli a fasi alterne, dentro noi stessi.
Mi chiedo se l'età di una persona, se il suo bagaglio di esperienze e di vita vissuta, nella sua totalità, sia solo un involucro maggiore che contenga al suo interno involucri di simili forme ma di ampiezza sempre minore. Con quali, dei tanti occhi, osserviamo la nostra realtà? E con quali, io?

Here is a song
It reminds me of when we were young
Looking back at all the things we’ve done
You gotta keep on, keepin' on
Ought to see,
it’s the only place I am asleep
Can’t get myself some piece of mind
You know it’s gettin’ hard to fly
If I’m to fall
Would you be there to applaud?
Or would you hide behind them all?
‘Cause if I have to go,
In my heart you’ll grow
And that’s where you belong…
If I’m to fall
Would you be there to applaud?
Or would you hide behind them all?
‘Cause if I have to go,
In my heart you’ll grow
And that’s where you belong…
If I’m to fall
Would you be there to applaud?
Or would you hide behind them all?
‘Cause if I have to go
In my heart you’ll grow
And that’s where you belong…
Guess I’m outta time…
I’m outta time…
I’m outta time
I’m outta time
I’m outta time...
Sono tornato? Non direi, facciamo che sono di passaggio, in questa notte solitaria.
Non saprei che scrivere, non saprei che poesia poter copiare o che brano, non so' non saprei.
Ho scritto, noto solo adesso, usando il condizionale. In realtà non so', piuttosto che non saprei. Non ho alcuna particolare ispirazione, ne sono accaduti particolari fatti di rilievo tali da necessitare di un ricordo.
E allora che ci sto a fare qua? C'è una risposta per ogni domanda? C'è una domanda per ogni risposta? C'è un motivo percui alle tre di notte uno debba o non debba stare sul proprio blog?
Va ben, fumo l'ultima e poi mi lascerò andare alle morbide carezze del mio nuovo piumino d'oca.

Scacco.
Sei tutta spume...
Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Sei tutta spume agili e leggere
e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni.
Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo.
Vaso di risonanze e di stelle prigioniere.
Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono.
Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite.
Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare.
Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda!
L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio.
Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita.
Fiammata di luci, colomba di crete bionde,
liberami da questa notte che incalza e distrugge.
Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza.
Desiderami, trattienimi.
L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi,
le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre.
Amami, amami, amami.
In piedi ti grido! Amami.
Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco
nella notte pregna di stelle e di levrieri.
Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami.
La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore.
Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
Mi segnino la fronte le fruste del gelo.
La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.
Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola,
aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie,
eretta tra i monti e tra gli uccelli,
distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.
Pablo Neruda
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Quando diventerà piatto?
Fatto bene?
Fatto male?
Fatto.
Ma non ne sono affatto convinto.